Twista & Kanye West feat. Jamie Foxx – Slow Jamz (2003) vs Luther Vandross – A House Is Not a Home (1981)

Twista feat. Kanye West & Jamie Foxx - Slow JamzIl brano di cui vogliamo parlarvi oggi è “Slow Jamz”, un pezzo hip hop che uscì nel dicembre 2003, con la firma di due artisti di Chicago, Twista e Kanye West.

Twista, noto ad inizio carriera come Tung Twista, è un rapper celebre per il suo rapido flow, che gli è valso in un’occasione il riconoscimento di “fastest rapper in the world” secondo il Guinness dei Primati.

La sua carriera, ormai ventennale, l’ha visto debuttare nel 1992 con l’album “Runnin’ off at da Mouth”. Nel 2004 Twista giunge a quello che è il suo 4° album in studio, intitolato “Kamikaze” e pubblicato per Atlantic Records, un disco in cui si avvale delle produzioni di artisti del calibro di Jazze Pha, R. Kelly e del già citato Kanye West.

Ai tempi Kanye West è noto essenzialmente per essere un produttore più che un rapper. La sua è una gavetta mediamente lunga che l’ha portato, prima del suo album di debutto, a produrre per svariati artisti come Jermaine Dupri, Goodie Mob, Foxy Brown, Jay-Z, Nas, Scarface, Talib Kweli, Mos Def, Monica e molti altri. Una carriera decisamente promettente che venne momentaneamente interrotta nell’ottobre 2002 a causa di un brutto incidente stradale nel quale riportò la frattura della mascella in 3 parti, costringendolo ad una lunga convalescenza.

Questo episodio negativo tuttavia darà a Kanye l’ispirazione per la scrittura e la realizzazione di quello che sarà il suo primo singolo in assoluto, ovvero “Through the Wire”, un brano che utilizza saggiamente un campionamento di un classico di Chaka Khan, “Through the Fire”, e che anticipa quello che sarà il suo album di debutto, “The College Dropout”, pubblicato per Roc-A-Fella e Def Jam Records.

“Slow Jamz”, la cui produzione è opera dello stesso Kanye West, è il primo estratto da “Kamikaze” di Twista ed il secondo da “The College Dropout” di Kanye. Il brano è impreziosito dalla presenza dell’attore, musicista e cantante Jamie Foxx, a cui è affidata la parte cantata, mentre i due artisti di Chicago si spartiscono rispettivamente il primo verso, Kanye West, ed il secondo verso, affidato a Twista. Il pezzo ha un impatto molto forte nelle classifiche, raggiungendo in poco tempo il #1 nella chart dei singoli r&b/hip hop e nella hot 100 di Billboard.

“Slow Jamz” rende deliziosamente tributo, attraverso continue citazioni e giochi di parole, ad alcuni artisti soul e r&b che hanno fatto la storia del genere e che si sono imposti in particolar modo nelle ballate, le cosìdette “slow jams” (da qui il titolo del pezzo).

Tra i maestri del genere citati nel brano troviamo vere e proprie leggende come Marvin Gaye, Luther Vandross, Anita Baker, Minnie Riperton, Ready for the World, Gladys Knight, Evelyn “Champagne” King, The Whispers, Isaac Hayes, The Spinners, Earth Wind & Fire, Keith Sweat, Frankie Beverly & Maze, Jodeci e Teddy Pendergrass… un elenco di nomi che fa letteralmente venir la pelle d’oca a qualsiasi appassionato di soul e r&b!

Il video di “Slow Jamz” è ambientato durante un party e vede Jamie Foxx procurarsi dei vinili per la serata, per poi unirsi alla festa dove sono presenti gli stessi Twista, Kanye West ed una nutrita schiera di guest star, come Common, John Legend e gli attori Mike Epps e Aisha Tyler.

Una particolarità è la presenza in due differenti versioni del brano negli album di Twista e Kanye West. In “Kamikaze” troviamo “Slow Jamz” in una versione più corta (la stessa del video edit) di circa 3:30 minuti, mentre in “The College Dropout” il brano è in versione extended da oltre 5 minuti, con un intro e due versi aggiuntivi ad opera di Jamie Foxx, mentre non compare l’outro di Twista.

Per la produzione di “Slow Jamz” Kanye West si è avvalso di un campione d’eccellenza, che ai più attenti non potrà essere sfuggito. Il sample in questione appartiene infatti ad un brano dell’immenso Luther Vandross, una delle più belle voci della musica r&b/soul degli ultimi 30 anni!

Stiamo parlando di “A House Is Not a Home”, una ballata del 1981 contenuta nell’album di debutto di Vandross, “Never Too Much”. da cui è stato abilmente campionato l’hook del brano («Are you gonna be, are you gonna be, are you gonna be, well well well well»«Are you gonna be, say that you gonna be»). Il pezzo è stato originariamente scritto da Burt Bacharach e Hal David e fu registrato con successo nel 1964 dalla grande Dionne Warwick, all’interno dell’LP “Make Way for Dionne Warwick”.

Negli anni sono state molteplici le cover di questo bel pezzo di Dionne Warwick, ma la migliore, quella che senza dubbio ha toccato profondamente milioni di appassionati, è quella di Luther Vandross, che ha dato nuova vita al pezzo con un’interpretazione a dir poco perfetta. Un brano che nella versione di Luther è praticamente raddoppiato nella sua durata, passando dai circa 3 minuti della versione originale agli oltre 7 minuti di quella del cantante newyorkese.

Luther Vandross - Never Too MuchUn episodio memorabile, riguardante questo brano, avvenne qualche anno più tardi, nel 1988, durante la serata degli NAACP Image Awards. Luther si esibì live sul palco ed eseguì proprio la sua bellissima versione di “A House Is Not a Home”, di fronte nientedimeno che alla stessa Dionne Warwick.

L’intensità e la bellezza dell’interpretazione di Luther fu talmente toccante che Ms. Warwick, visibilmente coinvolta dalla sua performance, rimase letteralmente in lacrime dalla commozione. A testimonianza di ciò potete apprezzare l’esibizione agli NAACP Awards nel video a fondo pagina.

La strada verso il successo per Luther Vandross è stata tuttavia impervia e l’ha visto intraprendere una gavetta piuttosto lunga, prima di ottenere il meritatissimo riscontro di pubblico e critica. Una carriera iniziata a fine anni ’60 e che l’ha visto corista per mostri sacri quali Roberta Flack, Diana Ross, Chaka Khan, Donna Summer, Chic e molti altri. La svolta per Luther arriva nel 1980, quando collabora con i Change, un progetto italiano con base negli States, nato dalle menti dei produttori Mauro Malavasi e Jacques Fred Petrus.

Luther appare in due pezzi dall’album “The Glow of Love”, la title-track e “Searching”. Due brani ed un album di grande successo internazionale che aprono definitivamente le porte della carriera solista per Luther Vandross, che da li a poco inciderà il suo album di debutto, “Never Too Much”, contenente pezzi memorabili come la title-track e la già citata e splendida “A House Is Not a Home”.

Il successo per Luther sarà assoluto, in particolar modo negli anni ’80, e lo porterà a registrare ben 13 album in studio, tutti di pregevolissima fattura. Gli ultimi anni di vita per Luther saranno molto difficili, contrassegnati da problemi di peso e successivamente da diabete e ipertensione. Problemi che purtroppo sfocieranno in un ictus nel 2003 ed un fatale infarto nel 2005, che lo porterà via a soli 54 anni; una scomparsa prematura e dolorosa a cui Luther Vandross, grazie alla propria musica e alla propria splendida voce, sopravvive indelebilmente nei cuori di tanti appassionati!

link consigliati: twista.com – facebook.com/Twistakanyewest.comluthervandross.comfacebook.com/luthervandross

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